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Occupazione: i giovani tra i più colpiti dalla soppressione di posti di lavoro dovuta alla crisi economica della pandemia di COVID-19

Occupazione: i giovani tra i più colpiti dalla soppressione di posti di lavoro dovuta alla crisi economica della pandemia di COVID-19

La Commissione ha appena pubblicato l'edizione 2022 dell'indagine "Occupazione e sviluppi sociali in Europa" (ESDE 2022). Dall'indagine emerge, tra l'altro, che i giovani sono stati tra i più colpiti dalla soppressione di posti di lavoro dovuta alla crisi economica  provocata dalla pandemia di COVID-19.

L'indagine ESDE analizza, sulla base di dati concreti, le possibili risposte da dare alle sfide che i giovani si trovano ad affrontare. Le politiche sociali e del lavoro dovrebbero in particolare:
-migliorare l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro,
-permettere ai giovani di acquisire competenze,
-sostenere la mobilità dei lavoratori, essenziale per una carriera di successo e resiliente,
-ridurre i rischi di disoccupazione, malattia, povertà e indebitamento per i giovani,
-aiutare i giovani a costruire un proprio patrimonio e ad acquistare beni immobili.

Nel 2023 la Commissione ha in programma di rivedere, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro, la raccomandazione del Consiglio su un quadro di qualità per i tirocini.

L'UE sostiene i giovani attraverso una serie di programmi strategici, quali:
-il sistema di garanzia per i giovani (iniziativa a favore dell'occupazione giovanile compresa), che ha avuto un effetto trasformativo sui mercati del lavoro dell'UE. I dati dimostrano che dal 2014 oltre 36 milioni di giovani che si erano iscritti ai sistemi di garanzia per i giovani hanno ricevuto un'offerta di lavoro, formazione continua, apprendistato o tirocinio;
-il Fondo sociale europeo Plus (FSE +), che è il principale strumento dell'UE per investire nelle persone, anche attraverso il sostegno all'occupazione giovanile;
-la nuova iniziativa ALMA (Aim, Learn, Master, Achieve), che si rivolge ai giovani svantaggiati che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano;
-lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza (SURE), varato nell'aprile 2020, con una dotazione di bilancio di 100 miliardi di €, per contrastare l'impatto della pandemia sui mercati del lavoro dell'UE anche per quanto riguarda i giovani.
-i piani di ripresa e resilienza degli Stati membri dell'UE, uno dei sei pilastri dei quali sono le politiche per la prossima generazione, in linea con quanto previsto dalla garanzia per i giovani rafforzata.

 

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