Lotta alla discriminazione

Lotta alla discriminazione

L’Europa di oggi si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto per i diritti umani e le libertà fondamentali e sullo stato di diritto. Il diritto degli individui a non essere discriminati sulla base dell’origine razziale o etnica, il credo o la religione, l’età, la disabilità o l’orientamento sessuale, è già da tempo ampiamente riconosciuto. Numerosi accordi internazionali, quali la Convenzione ONU sui Diritti Civili e Politici, la Convenzione Europea sui Diritti Umani e le Libertà Fondamentali, il Trattato dell’UE, testimoniano l’impegno nella lotta contro la discriminazione. Il seminario del Partenariato di Ricerca “Resituating Culture”, Giugno 2003, ha studiato a fondo la complessità delle diverse interpretazioni della cultura in relazione alla discriminazione.

La discriminazione e la disuguaglianza colpiscono in maniera particolare i giovani, che possono essere allo stesso tempo vittime e perpetratori della discriminazione e il razzismo e, di conseguenza, giocare un ruolo centrale nei cambiamenti positivi in questo settore. Il Libro Bianco sulla Gioventù ha sottolineato che i giovani rappresentano un gruppo particolarmente ricettivo quando si tratta di affrontare tematiche legate alla discriminazione e che molti di essi guardano con grande favore ad una società multiculturale.

Dopo la campagna di successo “Tutti Diversi. Tutti Uguali” del 1995, gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato nel 2000 una dichiarazione politica sullo stesso tema, come contributo europeo alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro il Razzismo, la Discriminazione Razziale, la Xenofobia e l’Intolleranza. Oggi, dieci anni dopo, il Consiglio d’Europa invita a partecipare alla preparazione e l’implementazione della “Campagna Giovanile Europea per la Diversità e la Partecipazione”, sostenuta dalla Dichiarazione finale dei partecipanti al secondo Summit Giovanile Europeo (Varsavia, Maggio 2005). Si invitano gli Stati membri a lanciare una Campagna Giovanile Europea su vasta scala finalizzata ad incoraggiare i giovani a partecipare alla creazione di società pacifiche basate sulla diversità e l’inclusione, in uno spirito di comprensione e rispetto reciproci. La Commissione Europea ha lanciato un Programma Europeo di Azione Comunitaria per la lotta contro la discriminazione (2001-2006) e focalizzato l’attenzione sulla legislazione comunitaria in quest’area. Il settore giovanile della Commissione contribuisce a questa strategia attraverso un proprio piano di azione, basato sul Libro Bianco sulla Gioventù, nel quale la lotta contro il razzismo e la xenofobia gioca un ruolo di grande rilievo. Oltre ciò, il Programma Gioventù comprende, come uno dei suoi obiettivi “…sviluppare una comprensione della diversità culturale dell’Europa e i suoi valori comuni fondamentali, contribuendo in tal modo a promuovere il rispetto dei diritti umani e la lotta contro il razzismo, l’anti-semitismo e la xenofobia…”.

Nel 2004, il Consiglio dell’Unione Europea ha invitato, in una Dichiarazione sul Razzismo e l’Intolleranza in relazione ai giovani, ad implementare misure concrete per offrire ai giovani opportunità di partecipazione concreta e rafforzare la cooperazione a tutti i livelli e tra tutti gli attori, mettere al centro di programmi e attività la lotta contro la discriminazione, approfondire le motivazioni che portano al razzismo ed elaborare strategie di successo per combatterlo.

A partire dal 2005, il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea, nell’ambito del loro partenariato nel settore giovanile, hanno accresciuto l’attenzione verso i temi legati alla lotta contro la discriminazione, la diversità e la cittadinanza attiva. Entrambe le istituzioni hanno rafforzato l’impatto del proprio impegno attraverso la promozione e il rafforzamento della cooperazione.