Il 4 marzo 2026, la Commissione europea ha adottato la sua Strategia sull’equità intergenerazionale, che rappresenta l’impegno dell’UE nei confronti del Patto delle Nazioni Unite per il futuro, un accordo scaturito dal Vertice delle Nazioni Unite sul futuro del 2024 volto a tutelare i diritti delle generazioni future.
La Commissione ammette che l’UE non ha fatto abbastanza e chiede che le politiche siano progettate tenendo conto delle generazioni future: la Strategia è un impegno politico a rendere il pensiero intergenerazionale un principio fondamentale in tutte le politiche dell’UE.
La strategia introduce un Nuovo Contratto Intergenerazionale, strutturato attorno a tre pilastri:
-Elaborazione equa delle politiche, che riguarda il cambiamento del modo in cui vengono prese le decisioni. Richiede una governance anticipatoria e basata su dati concreti: utilizzando la previsione strategica, le valutazioni d’impatto e la partecipazione autentica di coloro che sono maggiormente interessati dalle decisioni a lungo termine. La strategia è chiara: i giovani devono avere un posto significativo al tavolo decisionale.
-Opportunità eque, che si concentrano sull’accesso a un’istruzione di qualità, a un’occupazione stabile ed equa, ad alloggi a prezzi accessibili e all’assistenza sanitaria, compresa la salute mentale. Riconosce inoltre che la distribuzione della ricchezza e la tassazione delle successioni determinano il modo in cui i vantaggi e gli svantaggi si trasmettono tra le generazioni.
La Strategia evidenzia inoltre Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà come strumenti chiave per l'equità intergenerazionale.
-Luoghi equi, che riconosce che anche la geografia è una questione intergenerazionale. Il luogo in cui si vive (sia esso urbano o rurale, in una città fiorente o in una regione in declino) determina profondamente le opportunità di cui si dispone. La strategia richiede un'azione basata sul territorio in collaborazione con le autorità locali e regionali.
Più in generale, questa Strategia fornisce alle organizzazioni giovanili, alla società civile e alle istituzioni di sostegno un linguaggio comune per chiedere conto ai responsabili politici. Il Parlamento europeo, il Consiglio e tutte le altre direzioni generali (DG) della Commissione sono invitati a integrare la prospettiva intergenerazionale nel loro lavoro quotidiano.
Una relazione sullo stato di avanzamento è prevista per l’inizio del 2028, in linea con il follow-up delle Nazioni Unite sulla Dichiarazione sulle generazioni future.