Sono circa seimila gli studenti e ricercatori brasiliani a cui si apriranno le porte di università ed enti di ricerca italiani entro il 2014. È quanto prevede l’intesa firmata questi giorni all’Ambasciata del Brasile a Roma tra il presidente del Coordinamento di Perfezionamento del Personale di Livello Universitario (CAPES) Jorge Guimarães, il presidente del Consiglio Nazionale di Sviluppo Scientifico e Tecnologico (CNPq) Glaucius Oliva e le università e le istituzioni di ricerca italiane. CAPES e CNPq sono i principali organi del Governo brasiliano per l’incentivazione della mobilità accademica e della ricerca. L’obiettivo è sviluppare anche nel nostro Paese l’iniziativa “Scienza senza Frontiere”, promossa dal Presidente del Brasile Dilma Rousseff, attraverso cui il Governo brasiliano prevede di concedere, nei prossimi quattro anni, 75mila borse a studenti e ricercatori per studi in centri di eccellenza all’estero, in aree giudicate prioritarie per lo sviluppo del Brasile. Tra le destinazioni considerate strategiche figurano dunque anche le università e gli enti di ricerca del nostro Paese, dove ricercatori italiani e brasiliani potranno facilmente lavorare insieme. Il MIUR e l’Ambasciata del Brasile in Italia sono impegnati affinché l’intesa di oggi consenta di riorganizzare la cooperazione tra i due Paesi nel campo dell’istruzione universitaria e della ricerca, e possa servire da modello per diffondere l’iniziativa “Scienza senza Frontiere” anche in altri Paesi europei.