L’11 febbraio, nella Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, è stato presentato presso l’Università di Modena e Reggio Emilia il Rapporto di genere AlmaLaurea 2026, seconda edizione dell’indagine tematica dedicata alle differenze tra laureate e laureati nei percorsi di studio e negli esiti occupazionali.
Il Rapporto, che si inserisce nella tradizione di analisi empirica AlmaLaurea sulle transizioni tra formazione universitaria e lavoro, si colloca in coerenza con l’Agenda ONU 2030 e le strategie UE, in particolare Gender Equality Strategy, e il rafforzamento della European Education Area.
I dati delineano un quadro strutturale chiaro: a fronte di una netta prevalenza femminile tra i laureati, quasi il 60%, la rappresentanza di genere diminuisce con l’aumentare del livello formativo e rimangono evidenti in modo sistematico le differenze di genere nelle scelte dei percorsi universitari, negli esiti occupazionali e nelle condizioni di lavoro.
I risultati dell’indagine consentono di monitorare le differenze tra laureate e laureati lungo l’intero percorso: dalle scelte che operano in ambito formativo ai risultati conseguiti negli studi, dalle esperienze maturate durante l’università agli esiti occupazionali, fino alle aspirazioni professionali e ai livelli di realizzazione lavorativa. Sotto questo profilo, la mobilità interna e internazionale per studio e lavoro, assume un ruolo importante per misurare, in chiave di genere, il grado di apertura e attrattività dei sistemi universitari e dei mercati del lavoro.
Particolare attenzione è inoltre dedicata all’origine sociale e al contesto familiare, ai meccanismi di trasmissione intergenerazionale dei titoli di studio e delle professioni, e alla distribuzione di genere nei diversi ambiti disciplinari, con approfondimenti mirati sulle aree STEM.
Leggere qui una sintesi del Rapporto.